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Il discorso del Sindaco nel giorno della Festa nazionale dell'Unità nazionale e delle Forze Armate

Una ricorrenza che ricorda tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita al servizio del Paese. Un minuto di slienzio per le quattro vittime della missione militare in Bosnia, lo scorso 29 ottobre

Data :

4 novembre 2026

Categorie:
Comune
Scuola
Il discorso del Sindaco nel giorno della Festa nazionale dell'Unità nazionale e delle Forze Armate
Municipium

Descrizione

 
Il piazzale davanti al monumento dei caduti è stato, come tutti gli anni, teatro delle celebrazioni solenni del 4 novembre. Riportiamo qui di seguito il discorso del Sindaco Pierluigi Costanzo.
 
"Signore e signori, autorità militari e civili, care cittadine e cari cittadini, e un saluto particolarmente affettuoso a voi, ragazzi delle terze medie della nostra Pieve Emanuele.
Desidero iniziare queste celebrazioni ricordando i quattro ragazzi deceduti nell'incidente dell'elicottero militare italiano (un CH-47) precipitato in Bosnia-Erzegovina durante una missione legata all'operazione Eufor Althea.
Le vittime sono:
Simone Ruggia: 30 anni, originario di Salerno, pilota dell'aeromobile in servizio al Comando Aviazione dell'Esercito (Aves) di Viterbo (1° Reggimento "Antares").
Claudio Marchesi: 35 anni, originario di Orvieto, specialista di bordo, anch'egli in servizio all'Aves di Viterbo.
Franco Adriano Zecchillo: tenente medico del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana (di Milano).
Laura Procacci: 24 anni, sergente del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana.
A loro dedichiamo un minuto di silenzio.
Oggi ci ritroviamo qui, uniti, per celebrare il 4 Novembre: la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. È una data che affonda le sue radici nella nostra storia, che ci ricorda il sacrificio di chi ha lottato per darci un’Italia libera, democratica e unita.
Se oggi possiamo dirci cittadini di un'unica grande Nazione, lo dobbiamo al coraggio, alla determinazione e al sacrificio di chi, nelle Forze Armate, ha guidato e sostenuto il percorso di unificazione dell'Italia. È grazie alla loro dedizione che le diverse anime del nostro Paese si sono ritrovate sotto un’unica bandiera. E ancora oggi, le nostre Forze Armate continuano a rappresentare un presidio insostituibile: sono veri e propri custodi dei valori della Patria, sentinelle di democrazia e di sicurezza, pronte a intervenire con umanità e competenza ovunque vi sia bisogno di proteggere la comunità. In questo momento storico così delicato a livello internazionale, segnato da tensioni globali e venti di crisi, è profondo auspicio mio e credo di poter dire di tutti noi, che le nostre donne e i nostri uomini in divisa non debbano mai più essere chiamati a imbracciare le armi per intraprendere le folli guerre del XXI secolo, ma continuino a essere garanti della pace e dei principi della nostra Costituzione.
Rimanere ancorati al significato profondo di questa unità non significa guardare al passato con nostalgica memoria, ma comprendere che essere comunità significa camminare insieme, sostenersi nei momenti difficili e proteggere quei valori fondamentali di pace, democrazia e convivenza civile su cui si fonda la nostra Repubblica.
Dallo scorso anno abbiamo deciso di coinvolgere attivamente voi ragazzi nelle celebrazioni solenni di questa giornata e guardo con profonda commozione ed entusiasmo alla presenza di voi studenti. In voi, ragazzi, riponiamo tutte le nostre speranze. Siete il presente che si affaccia al futuro.
Abbiamo grande bisogno di rimanere saldamente ancorati nostri valori, quelli in cui la nostra Repubblica affonda le radici: questi però devono rimanere un punto di partenza solido per guardare al futuro, che inevitabilmente e fortunatamente significa cambiamento. E dobbiamo farlo con coraggio e apertura, senza paura: se sostenuto dai principi cardine della nostra democrazia, il nuovo ci offre l'opportunità di migliorare e di crescere insieme. Sta a voi raccogliere il testimone della memoria per trasformarlo in un'energia capace di costruire una società più giusta, innovativa ed inclusiva.
È doveroso oggi non ignorare quello che è accaduto nelle ultime settimane: gli scioperi e le manifestazioni, ma anche gli episodi di violenza che a questi si sono tristemente affiancati, ci richiedono una riflessione seria.
Da un lato, voglio esprimere a nome di tutta la comunità di Pieve Emanuele un sincero e profondo ringraziamento alle Forze dell’Ordine, che anche in questo contesto con spirito di servizio hanno combattuto la deriva violenta intrapresa.
Dall'altro lato, però, come istituzioni abbiamo il dovere morale di leggere ciò che accade in profondità. La sicurezza si garantisce con la fermezza e la legalità, ma la pace sociale si costruisce con l'ascolto. Le istituzioni non possono voltarsi dall'altra parte di fronte al disagio, alla sofferenza e alle fragilità dei cittadini. Rispondere al disagio con l'ascolto attivo, con la presenza sul territorio e con politiche di supporto reale è l'unico modo per disinnescare la tensione e ricostruire quella fiducia reciproca che tiene unita una comunità.
Cari ragazzi, care cittadine e cittadini, l'Unità Nazionale si costruisce ogni giorno con il dialogo, il rispetto delle regole e la cura del prossimo.
Lavoriamo insieme affinché Pieve Emanuele e l'Italia intera sappiano essere un luogo di pace, ascolto e rinnovamento.
Viva le Forze Armate! Viva Pieve Emanuele! Viva l'Italia!"
Un ringraziamento speciale all'impegno della Polizia Locale, alle scuole G. Strada e A. Vivaldi che con la presenza dei loro ragazzi hanno dato grande valore a questo momento.
Per la loro partecipazione alle celebrazioni grazie anche ad assessori e consiglieri comunali, nonché a Carabinieri, API, ANC, Croce Rossa, Protezione Civile, Agenti Accertatori.
Grazie anche a Ennio Longo per il supporto tecnico e scenografico e infine agli uffici Cultura e Istruzione del Comune per l'organizzazione dell'evento.
 




Ultimo aggiornamento: 5 novembre 2026, 15:44

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